RIPARTE LA FERROVIA SICIGNANO-LAGONEGRO

È chiusa dal 1985. Da allora tante le promesse di riapertura della ferrovia Sicignano-Lagonegro, a firma di questo o di quel politico di turno, in rappresentanza di tutti i partiti, nessuno escluso. Promesse mai mantenute.

E tutte rivelatesi pure e semplici invenzioni. Tant'è che, in tutti questi anni, la Sigignano-Lagonegro è stata da molti definita «una strada ferrata lunga anni ed anni di bugie».

Ora finalmente si volta pagina, in maniera concreta, sulla base di fatti reali. A cominciare dalle disponibilità finanziarie, che ammontano a fondi iniziali pari a circa venti milioni di euro.



C'è poi, quasi pronto, lo studio di fattibilità del relativo progetto, studio che potrebbe addirittura essere completato dai tecnici a giorni, al massimo entro la fine del corrente mese di luglio.

E tutto questo come corollario di precisi accordi sottoscritti nello scorso mese di aprile fra i soggetti istituzionali interessati: Regione Campania, Provincia di Salerno, Comuni e Comunità montane del territorio attraversato dalla ferrovia stessa.

Enti che, tutti insieme - sottolineano concordemente - sono pronti a riservare ogni loro energia e risorsa alla riattivazione della Sicignano-Lagonegro che, spiega per tutti, l'assessore provinciale ai Trasporti Rocco Giuliano, «dovrà essere una vera e propria metropolitana per il Vallo di Diano e svolgere un servizio, efficace e funzionale, sia per il trasporto passeggeri sia per le merci. Non solo. Ma, soprattutto nel fine settimana, deve servire a rendere più celeri i collegamenti tra Salerno e le zone interne, con conseguenti, positive ricadute anche sotto il profilo turistico». Per velocizzare i tempi di realizzazione del progetto di riattivazione, si è deciso di suddividere i lavori in tre lotti, da appaltare contemporaneamente attraverso tre distinte gare. Riguarderanno i tratti Sicignano-Polla, Polla-Montesano e Montesano-Casalbuono.

Ad essi va aggiunto il tratto lucano, per il quale (ed anche questo è un fatto importantissimo) ad assumersi l'onere finanziario sarà la Regione Basilicata così come stabilito da un protocollo d'intesa firmato fra le parti.

Altra notizia positiva riguarda le stazioni. Saranno tutte restaurate. E quelle che non verranno utilizzate come strutture d'attesa e per le biglietterie a beneficio dei viaggiatori, saranno messe a disposizione dell'Ente Parco del Cilento e Vallo di Diano.

Diventeranno così punti di riferimento per le iniziative promozionali dell'ente stesso o siti di appoggio alle attività che il Parco organizza sul territorio. La ferrovia Sicignano-Lagonegro, una volta ristrutturata e riaperta all'utenza, verrà data in gestione alle Ferrovie dello Stato.

E tornerà a svolgere un ruolo importante nel sistema dei trasporti su ferro per un vastissimo territorio. Essa, peraltro, è la sola strada ferrata che collega il Vallo di Diano ed il Lagonegrese alle grandi linee ferroviarie nazionali. La sua chiusura (doveva durare, si disse, per il solo tempo necessario alla realizzazione della Battipaglia-Potenza) si è protratta a lungo. Ed ha creato enormi disagi ad un vasto bacino di utenza, costretto a servirsi del solo trasporto su gomma, con conseguente aumento del traffico sull'autostrada, da e per Salerno.



Giuseppe Lapadula

Note: Tratto da "Il Mattino"
News pubblicata il 11-07-2006, letta 4989 volte
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