Mausoleo di Gaio Uziano Rufo (Polla)

Nel II sec. a.C., si consolidò in tutta la Lucania la potenza romana.

Un’epigrafe del II sec. a.C., il Lapis Pollae, elenca le opere realizzate dal console Tito Annio Lusco attestando quindi la romanizzazione di Polla.

Prima tra tutte, la costruzione della strada che dal console prendeva il nome (Via Annia) la quale univa Capua a Roma e l’edificazione di un Forum. Il foro era situato in Volcei (attuale Buccino) di cui era stato eletto magistrato Gaio

Uziano Rufo
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Il mausoleo, di cui rimane oggi solo il tempio, fu un elegante e maestoso monumento sepolcrale eretto nel I sec. d.C. in memoria di Gaio Uziano Rufo per volere di sua moglie Insteia Polla, sacerdotessa di Giulia Augusta, in seguito alla morte del marito che l’aveva adottata quando ella aveva soltanto sette anni.


Il mausoleo ripete lo schema dei monumenti funerari dell’età augustea. Era costruito in calcestruzzo, rivestito in pietra locale e composto da un basamento quadrangolare su cui poggiava un cilindro. Al centro del corpo cilindrico, un rettangolo costituito da sette blocchi, portava l’iscrizione di dedica racchiusa da un’elegante cornice: “Insteia Polla sacerdotessa a Gaio Uziano Rufo (…) uomo di grandi qualità che l’aveva accolta in casa fanciulla di sette anni e che poi la ebbe con grande onore come moglie per 55 anni…”.


Ai quattro angoli erano collocate quattro are sulle quali erano scolpite un bucranio e su ogni lato una ghirlanda, al di sopra della quale vi era un oggetto sacrificale: il liuto, il simpulo, l’urceo e la patera. Due are sono visibili ancora oggi.

Nel Seicento furono trovati nella tomba un’urna d’alabastro e un grosso rubino.


 




 

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